Come affrontare le dipendenze: alcolismo e droga

Ogni comportamento, per quanto disfunzionale, cela un intento positivo. Anche l’alcolismo, la tossicodipendenza, la bulimia, l’anoressia, per indicare gli atteggiamenti più lesionisti che possiamo identificare nell’essere umano, partono da un impulso primario orientato alla soddisfazione e al benessere. Ovviamente questi impulsi sono irrazionali, cercano il benessere immediato e non permettono di fare una valutazione sui rischi e i danni a cui si va incontro sviluppando una di quelle insane abitudini. L’alcool mi permette di dimenticare, di scacciare un pensiero triste o una ferita dell’anima, poco importa se il suo effetto sia solo temporaneo e intanto mi stia spaccando il fegato. Lo stesso dicasi per le droghe, il cibo e ogni altro comportamento caratterizzato da un incontrollato abuso di queste sostanze.
Se vogliamo cambiare una di queste modalità disfunzionali non basta quindi rimuovere il comportamento lesivo imponendosi di non bere, non drogarsi, non mangiare e così via. Bisogna prima di tutto individuare la vulnerabilità che il comportamento disfunzionale cerca di tutelare e poi trovare un’alternativa, ovvero un comportamento costruttivo che possa tutelarla in modo efficace. Se quella parte vulnerabile si rasserena, non ci sarà più bisogno dell’aiuto esterno di sostanze che condizionino lo stato emotivo dell’individuo, ma il benessere sgorgherà da una modalità operativa positiva e che si rivelerà veramente funzionale al superamento delle paure o allo scopo di risolvere una sofferenza. Ovviamente è un percorso lungo e complicato, che va fatto con un sostegno terapeutico che nei casi piú gravi prevede anche l’impiego di farmaci. Infatti l’abuso di sostanze stupefacenti, come anche dell’alcool, comporta la stimolazione di alcuni neurotrasmettitori e la produzione di tossine che incidono a livello fisiologico, comportando una dipendenza anche fisica, oltre che emotiva. Tuttavia l’intervento di sostegno non può e non deve limitarsi alla somministrazione di runa pillola. Contestualmente alla cura farmacologica bisogna iniziare un percorso che conduca l’individuo verso una nuova consapevolezza di sé e gli consenta di strutturare una personalità più forte e matura.

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Informazioni su Arsenio

Arsenio Siani nasce a Sarno (SA) il 29/9/1982. Di animo sensibile e introverso, da sempre assetato di conoscenza, studioso, nel tempo libero, di filosofia e religione, nel 2009 si converte al Buddismo aderendo all'istituto buddista italiano Soka Gakkai, con cui inizierà un percorso di autoconoscenza e di sviluppo di consapevolezza sulla vita e sull'uomo. Questo percorso lo porterà ad intraprendere studi di psicologia che lo porteranno a conseguire il diploma in counseling e coaching e a intraprendere la carriera come counselor. Nel 2012 decide di dedicarsi alla scrittura e dopo circa un anno vede la luce il suo primo romanzo, "Roba degli altri mondi", primo volume della trilogia Fantasy “I Maestri”, pubblicato dalla casa editrice Officine Editoriali. Scrive anche racconti con cui partecipa a diversi concorsi letterari, ottenendo riconoscimenti e segnalazioni. Nel novembre 2013 il suo racconto "Calzini" si classifica al primo posto nella sezione “Racconti” alla decima edizione del "Cahieurs du trosky Cafè". Nel 2014 “Roba degli altri mondi” riceve la menzione d’onore da parte della giuria al concorso letterario “Penna d’autore” e nel luglio dello stesso anno la sua raccolta di racconti "Ogni cosa è connessa" viene segnalata al concorso letterario "Narrando per passione".Nel 2015 pubblica, sempre per i tipi di Officine Editoriali, “Il prezzo della conoscenza”, secondo volume della trilogia “I Maestri”. Inoltre per la Eretica edizioni pubblica la raccolta di racconti "Frammenti". Altre sue grandi passioni, il disegno e la fotografia per i quali manifesta particolare sensibilità e trasporto.

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