Lasciare andare: alleggerire la propria esistenza per essere felici

Lasciare andare. Quante volte, davanti ad una sofferenza, un periodo difficile o a momenti di disagio nella nostra vita ci sentiamo ripetere questa frase? Un consiglio appassionato che proviene dal cuore, una frase sussurrata spesso con dolcezza e serenità: “lascia andare”. Forse la ricetta della felicità è tutta lì, in questa capacità di ” alleggerirsi”, liberarsi del superfluo, dall’inutile, di ciò di cui non abbiamo bisogno nella nostra vita. E il superfluo da cosa è rappresentato? Da ciò che ci appesantisce e rallenta la nostra vita.
Vivere con la capacità di lasciare andare permette di sviluppare un punto di vista “ecologico”, ovvero di occuparsi delle proprie faccende quotidiane da una prospettiva di ” decrescita “, ovvero di rinuncia, principalmente a beni materiali. “Le cose che possiedi prima o poi ti possiedono”, recitava un celebre film. Se riusciamo a rinunciare alla brama di possesso e quindi all’idea che la nostra felicità sia quantificabile, ovvero dipenda da quante cose possediamo. Più possiedo, più sono felice, è questa la convinzione distorta che dobbiamo sgretolare, un pensiero che genera attaccamento alla materia e distacco da ciò che è realmente importante nella vita. Si dice spesso che la felicità risiede nelle cose semplici, o nelle piccole cose. La felicità è una ” qualità dell’essere”, piuttosto che una quantità.

La capacità di lasciare andare va coltivata e allenata. Non arriva improvvisa, può emergere tramite piccole conquiste, rinunce quotidiane a qualcosa che non ci serve più: meno cibo, meno cellulari, meno vestiti, meno internet e social network. Pian piano, partendo da questi traguardi, possiamo infine riuscire a lasciare andare ciò che più di ogni altra cosa ci fa stare male, i pilastri della nostra sofferenza: una relazione trascinata per troppo tempo, un lavoro che non ci piace e non ci dà soddisfazione. Avremo imparato a “fare spazio”, così da lasciare entrare il cambiamento nella nostra vita.

 

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Informazioni su Arsenio

Arsenio Siani nasce a Sarno (SA) il 29/9/1982. Di animo sensibile e introverso, da sempre assetato di conoscenza, studioso, nel tempo libero, di filosofia e religione, nel 2009 si converte al Buddismo aderendo all'istituto buddista italiano Soka Gakkai, con cui inizierà un percorso di autoconoscenza e di sviluppo di consapevolezza sulla vita e sull'uomo. Questo percorso lo porterà ad intraprendere studi di psicologia che lo porteranno a conseguire il diploma in counseling e coaching e a intraprendere la carriera come counselor. Nel 2012 decide di dedicarsi alla scrittura e dopo circa un anno vede la luce il suo primo romanzo, "Roba degli altri mondi", primo volume della trilogia Fantasy “I Maestri”, pubblicato dalla casa editrice Officine Editoriali. Scrive anche racconti con cui partecipa a diversi concorsi letterari, ottenendo riconoscimenti e segnalazioni. Nel novembre 2013 il suo racconto "Calzini" si classifica al primo posto nella sezione “Racconti” alla decima edizione del "Cahieurs du trosky Cafè". Nel 2014 “Roba degli altri mondi” riceve la menzione d’onore da parte della giuria al concorso letterario “Penna d’autore” e nel luglio dello stesso anno la sua raccolta di racconti "Ogni cosa è connessa" viene segnalata al concorso letterario "Narrando per passione".Nel 2015 pubblica, sempre per i tipi di Officine Editoriali, “Il prezzo della conoscenza”, secondo volume della trilogia “I Maestri”. Inoltre per la Eretica edizioni pubblica la raccolta di racconti "Frammenti". Altre sue grandi passioni, il disegno e la fotografia per i quali manifesta particolare sensibilità e trasporto.

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